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Dajo
Vincitore: Aedo Contest - 2007Vincitore: Quartus Litterarum Hibernus Agon
Trappole

Mi serve qualche idea per delle trappole che catturino vivi i malcapitati PG, e li tengano "in gabbia" per un po' di tempo.

Ambientazione Sine Requie terre perdute, all'interno di un ex campo di concentramento.
In pratica niente magia e tecnologia della II guerra mondiale.

Avete suggerimenti?


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Draimas Darkmoore

la cosa più semplice e funzionale sono buche o tagliole coperte.

qual'è il livello di tecnologia? nel senso sono dei poveri sopravvissuti o son degli ingegneri del IV reich i cattivi
Nel trio pisese: sono la demenza

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Zhulldzin Thunderwood
Vincitore: Alpha ContestVincitore: Primus Litterarum Hibernus Agon

I classici calappi potrebbero starci (quelli con quella specie di anello di corda che ti acciuffa per la gamba).

Se no, se magari i trappolisti hanno contatti con la FF potrebbero anche aver costruito delle mine a scarica elettrica che stordiscono il malcapitato che ci casca, oppure dei fili con scarica elettrica che ti lasciano intontito per tot. tempo e che quindi permettono a chi ha posto la trappola di catturarti senza che tu opponga una seria resistenza.

In alternativa, ma proprio alla peggio, reti all'interno delle baracche oppure porte che si chiudono a sorpresa a scatto una volta che i piggì entrano in una determinata baracca.


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Dajo
Vincitore: Aedo Contest - 2007Vincitore: Quartus Litterarum Hibernus Agon

La tecnologia è medio-alta.
Si dispone di tutto l'armamentario di una base militare e chi piazza le trappole non è un ignorante. Comunque non si tratta nemmeno di un laboratorio super all'avanguardia.

Calappi e buche vanno benissimo e li userò, credo, ma cercavo qualcosa in più.
All'elettrificazione ci avevo pensato, ma non ho grosse conoscenze in campo. So che esistono voltaggi che, con una discreta sicurezza, paralizzano la vittima per qualche decina di secondi (o minuti?), ma esiste un voltaggio preciso con cui si possa far svenire un essere umano senza ucciderlo? (o comunque con scarsa possibilità di uccidere).

Le porte che si chiudono all'esigenza sono l'ideale, ma così a naso non mi sembra che nel '44 esistessero porte automatiche. Voi che dite? Comunque con molto tempo a disposizione sarebbe in ogni caso possibile costruire una chiusura automatica con un meccanismo a scatto (pesi, corde, etc....).


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Ilmarien Shandril


Più che un meccanismo a scatto forse sarebbe più semplice la seconda porta. Una prima porta normalissima che si apre verso l'esterno e una seconda porta (o saracinesca) che scatta tramite interruttore/leva (che controlla un meccanismo a molla e/o un motorino elettrico) sotto forma di lastra di metallo che scorre lateralmente o direttamente dall'alto all'interno del muro. Naturalmente non si tratta di un congegno automatico... Un'idea potrebbe essere quella del peso, ovvero creare una stanza con il pavimento che in realtà è un gigantesco congegno a pressione che si attiva una volta raggiunto un certo peso e allora si apre il pavimento, si chiude la porta e così via...

Esiste un voltaggio simile, ma non mi sembra sia applicabile, date le troppe variabili in gioco: come avviene il contatto? La vittima è bagnata o ha mani/piedi umidi? La vittima ha degli stivali o roba simile con la suola di gomma? Ha dei guanti? Tocca direttamente il filo o attraverso qualche tipo di strumento? Infine, è John Wayne nel fiore degli anni o Humphrey Bogart vecchio? Questi che ho citato sono tutti fattori che complicano la costruzione di una trappola con un voltaggio che non uccide...

Io non conosco Sine Requie, suppongo che il gas soporifero e/o il soffocamento non siano un'alternativa data la presenza di non morti, giusto?

Infine il fuoco potrebbe essere un buon modo per farli cadere in trappola o fargli perdere tempo a cercare di spegnere le fiamme, usando benzina, petrolio, paraffina ecc...

Sempre per rallentare i PG ci sono le shoemines, mine piccolissime fatte quasi interamente di legno, difficilmente rilevabili con abbastanza esplosivo per ferire seriamente un piede, e quindi azzoppare il soldato in questione.


Maestro: Nessuno ha mai osato tanto, compiendo ciò mi hai reso orgoglioso.
Allievo:Ho potuto farlo grazie a voi, Maestro, e ai vostri insegnamenti.
Maestro:Vero, mio giovane allievo, hai saputo ricordare bene questi insegnamenti...
(lo colpisce)...anche nei loro punti deboli!
Allievo: (rantolo di morte)
Maestro(allontanandosi):e come ti ho detto, nessuno ha mai osato tanto!
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Draimas Darkmoore

guarda i voltaggi e le caratteristiche del taser per vedere qualcosa che può stordire.

Per quanto riguarda la porta non c'è bisogno che sia automatica bastano solo delle molle per far si che si chiuda da sè.
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Joshi Spawnbrød

Dajo ha scritto...

La tecnologia è medio-alta.
Si dispone di tutto l'armamentario di una base militare e chi piazza le trappole non è un ignorante. Comunque non si tratta nemmeno di un laboratorio super all'avanguardia.

Calappi e buche vanno benissimo e li userò, credo, ma cercavo qualcosa in più.
All'elettrificazione ci avevo pensato, ma non ho grosse conoscenze in campo. So che esistono voltaggi che, con una discreta sicurezza, paralizzano la vittima per qualche decina di secondi (o minuti?), ma esiste un voltaggio preciso con cui si possa far svenire un essere umano senza ucciderlo? (o comunque con scarsa possibilità di uccidere).

Le porte che si chiudono all'esigenza sono l'ideale, ma così a naso non mi sembra che nel '44 esistessero porte automatiche. Voi che dite? Comunque con molto tempo a disposizione sarebbe in ogni caso possibile costruire una chiusura automatica con un meccanismo a scatto (pesi, corde, etc....).


Dunque dunque, nel '44 il taser non lo conoscevano.
Non è un problema di voltaggio, è un problema di intensità della corrente , credo che in quel periodo iniziassero i primi studi sull'elettroshock e compagnia.

trappole "da cattura" a base elettrica mi sembrano poco probabili, se invece le vuoi mortali.. no problem

Il principio di funzionamento di una trappola non è che offra molte varietà, perchè a discapito del laccio ( ti afferra e rimani fermo ) , tagliola ( ti amputa un arto o ti rimane aggrappata alla carne ) , buca ( ci rimani dentro ) , o gabbia ( ci cadi- ti cade addosso ) .. il discorso è sempre il solito.

semmai, al di la di piazzarle, si tratta di saperle utilizzare in modo intelligente,
ad esempio con le dovute esche ( oggetti, passaggi sicuri, luoghi d'interesse ), o con le dovute accortezze ( metti una trappola evidente che serve ad invogliarne il disinnesco, così che scatti la vera e propria trappola ).

se vuoi divertirti veramente male potresti mettere delle trappole "a nassa", ovvero:
la vittima entra dentro un passaggio stretto, e qualcosa di veramente brutto gli capita ( es: tagliola ), il passaggio non si chiude ma ci cala un filo ben evidente.
se gli altri personaggi cercono di entrare o manomettere il filo, esplode una granata.


attenzione: le trappole sono molto dannose per il fisico e poco efficaci per la cattura, se intorno non c'è qualcuno che aspetta la preda.
Østrega!
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Dajo
Vincitore: Aedo Contest - 2007Vincitore: Quartus Litterarum Hibernus Agon

L'elettroshock esisteva da al meno trent'anni prima della guerra, ma in effetti non so se fossero in grado di calcolare esattamente l'intensità adatta a far svenire una persona (certo, come dice Ilmarien è difficilissimo saperlo a priori). Mi documenterò se in particolare nel posto dove ambiento l'avventura si interessavano in materia.

Comunque è vero quel che dici Joshi, i modi di catturare viva la gente alla fine sono sempre gli stessi. E' come si impacchetta il tutto che fa la differenza.

Qualcuno ha proposte al riguardo?


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Zhulldzin Thunderwood
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considera che nel mondo di Sine Requie possono esistere anche cose non del tutto "reali" (anche se so che tu non ami questo genere di cose) ma se in Francia hanno creato l'electrofusil non vedo perché non possano creare dei meccanismi di prossimità...

comunque anche il gas soporifero potrebbe essere uno strumento adeguato allo scopo.

E dipende infine perché le trappole vengono piazzate, per proteggere qualcosa, per catturare intrusi generici o per catturare proprio il gruppo di piggì. il che ovviamente rende pensabile che siano tarate su di loro proprio o meno...

sull'ìmpaccettamento però non saprei cosa suggerirti... come esca si può appunto cercare di dare ai piggì una via verso quello che cercano... ma non sapendo perché devono incappare in questo posto è difficile... basta anche solo ingabbiarli chessò facendoli cadere in un buco posto dietro una casa dietro cui si dovrebbero riparare per non rimanere in vista nel percorso principale del campo (basta una sagoma umana per invogliare i piggì ad evitare di essere esposti a un pericolosissimo scontro a fuoco).


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Teufer

Il caro, vecchio e micidiale pavimento basculante. Basta una bella stanza o baracca con una fossa sotto coperta da una lastra di qualcosa (metallo è l'ideale) fissata soltanto a un palo in grado di ruotare su sè stesso parallelo alla parete della porta (sennò è troppo facile evitarlo). Camminandoci sopra il pavimento si inclina, le vittime scivolano e, una volta eliminato il peso che sbilancia, il pavimento torna su e chiude la scatola. A questo punto basta un accesso (magari una porta blindata) aper il recupero e tutto va a posto. Anche se ha un mucchio di difetti il primo che entra ci casca di sicuro, e poi con la tecnologia della WWII può essere notevolmente migliorata (ma anche solo dare la cera sul pavimento aiuta un sacco).
Facente parte del duo Vampirico The Others since 1833;
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