PnG scritto da
Tianor Diliel
e pubblicato il 13-05-2010
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Il PnG nasce da una reazione a catena instauratasi con la creazione dello scenario Matundekai: mi piaceva l'idea che fosse stato uno studioso che aveva scoperto il posto a dargli il nome, visto che i nativi del luogo non hanno alcuna esigenza di riconoscersi con un identificativo di questo tipo.
Cthulu, D&D,
Akin nasce in uno dei tanti villaggi dell'Africa Settentrionale. Abituato sin da piccolo a conoscere la natura circostante ed i suoi pericoli, a dieci anni circa si trovò a tu per tu con Gerald Hilton, avventuriero inglese alquanto attempato che si era spinto decisamente troppo oltre in quella occasione. Lo guidò al suo villaggio e tramite una zattera Akin lo scortò in un punto dove aveva già visto altri stranieri come lui. Entro un paio di giorni qualcuno passò e Gerald ebbe quindi salva la vita. Estremamente grato a quel ragazzino e consapevole del fatto che la sua sorte era segnata come la maggior parte degli abitanti di quei luoghi, lo condusse con sè con la promessa di riportarlo a casa un giorno.
Akin era un ragazzo curioso, non pensò che ci fosse niente di male a stare via qualche tempo per scoprire nuove cose: da sempre era stato via giorni e giorni da casa.
I giorni divennero settimane, le settimane mesi ed i mesi anni. Dal primo impatto curioso ed anche intimorito, Akin cominciò a manifestare segni di insofferenza che esternò non appena imparò l'Inglese. Per mitigare un po' il suo malumore, il vecchio avventuriero (che già aveva mandato i moduli e soprattutto pagato per un affidamento tempestivo) si trasferì con lui in una delle sue tante abitazioni in Italia, dove lo educò come se fosse figlio suo. Alla lunga Akin si abituò all'ambiente (o così mostrò) e nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta infine comprese la vera fortuna a cui era andato in contro lasciando l'Africa col suo padre adottivo. Finalmente pieno di riconoscenza verso quell'uomo studiò sodo, aiutato dal fatto che Gerald gli permise di specializzarsi in ciò che desiderava. Akin si interessò alla cultura africana e compì diverse spedizioni con la promessa di tornare sempre a casa e così fece, anche perchè si era reso conto che non era possibile rintracciare la sua tribù, la quale si era sicuramente spostata o era andata in contro ad un brutto destino in tutti quegli anni.
Durante una di quelle spedizioni Akin entrò in contatto con la comunità a cui diede il nome sfruttando il suo secondo nome africano, con cui pubblicò anche i relativi studi...o almeno quelli che ritenne opportuno pubblicare. Infatti uscì poco sulla comunità del Matundekai, o meglio venne trattata come una minoranza singolarmente sviluppatasi in una zona dove la vita era particolarmente dura, quindi data per spacciata. Ma fu chiaro subito alle personalità più in vista dell' Università che c'era altro sotto, benchè non riuscirono a scoprire niente di concreto, nè si misero ad indagare del resto.
Akin conservò il resto degli appunti in fascicoli separati, uno nella residenza inglese a Brigthon, e gli altri due nelle residenze italiane, una a Nodica ( Toscana ) ed una a Selinunte ( Sicilia ) prima che Gerard morisse, liberandolo dalla promessa di restare. Nominato suo unico erede, Akin morì poco dopo, dicono di infarto. La cosa suscitò forte scalpore nell'ambiente degli studiosi e presto cominciarono a girare voci su una ipotetica fuga del professore con la sua insperata ricchezza appena guadagnata. In effetti il capitale degli Hilton subì una parziale diminuzione, ma niente viene toccato da molti mesi.
In realtà Akin è tornato a casa ed ha preso i soldi necessari per il viaggio, i viveri, e per acquistare una casa nelle zone più vivibili dell' Africa, dove dà ospitalità a chi entra pacificamente in contatto con lui. Non è più in grado di vivere allo stato originario, ma cerca comunque un rapporto con la gente in mezzo a cui ha passato la sua infanzia.
Ha interrotto di sua volontà ogni legame col mondo civile ed ora cerca di sopravvivere in un luogo che non gli appartiene totalmente, così come non gli appartiene veramente il mondo civilizzato.
Il PnG può avere ruoli molteplici: obiettivo di una missione di ritrovamento da parte del gruppo e, una volta trovato, a sua volta dare nuove direzioni ai personaggi a seconda di come questi vorranno interagire con lui. Potrebbe mandarli direttamente nel cuore della comunità del Matundekai per ritrovare qualcosa, oppure potrebbe essere utilizzato come fonte di conoscenza e rivelazioni su ciò che di più macabro e osceno sta dietro alla cultura che ha tanto voluto studiare.
E' consigliabile accentuare la natura di "non appartenenza" di Matunde con modi di fare che hanno un qualcosa del mondo civilizzato accostati a modi di pensare e in parte di agire tipici dei costumi locali. Potrebbe per esempio offrire ai personaggi cibi disgustosi, o nutrirsi lui stesso di "cose di dubbia provenienza" mentre parlano. La sua casa potrebbe essere adorna di ogni tipo di cianfrusaglia e in tutto questo presentarsi perfettamente abbigliato e lindo come il professore che viene ricordato nel mondo civilizzato.
Sarà utile dare qualche indizio su di lui già dal luogo di provenienza, mettendo tra le conoscenze della servitù o di qualche figura mediamente vicina al PnG in modo che il suo ritrovamento non risulti troppo complicato se non impossibile.
Il Prof Matunde come si è detto è africano, dunque ha la pelle molto scura. E' alquanto alto e smilzo, veste in maniera semplice, ma sempre formale ( è raro se non impossibile trovarlo in maglietta e jeans ). Non ha nessun ornamento addosso e questa semplicità d'insieme si ripercuote anche sulla sua capigliatura, assai corta e pratica.
Matunde si presta benissimo a diventare un sacerdote di qualsiasi culto della morte, magari estrapolato dal suo contesto e costretto a vivere in una società moderna che nemmeno immagina cosa sia potuto esistere ed esista al di fuori della sua bolla protetta.
In questa veste può essere inserito praticamente in qualunque tipo di ambientazione.


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