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Il Regno di Agriath

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Scenario scritto da
Meeme Arcano n°13
e pubblicato il 20/05/2010


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Il Regno di Agriath è un luogo misterioso, la sua unica stagione è l'Inverno e la notte come la intendiamo noi, non esiste. Un sole brillante e perenne scandisce l'arco della giornata, nelle ore "diurne" riscalda il regno e dona sicurezza, mentre nelle ore "notturne" splende luminoso e rischiara ogni cosa, nonostante le temperature scendano molto al di sotto dello zero.
Non esistono luna o stelle e l'oscurità è ignota ed odiata, tanto che qualsiasi cosa possa ricondurre alla notte viene considerata come manifestazione del male.

Abientazione consigliata

Forgotten realms, ma con poche modifiche può essere utilizzato in qualsiasi ambientazione fantasy.



Descrizione

“...dove c'era tenebra, ora brilla il Sole; dove le ombre sorridevano tetre, ora il ghiaccio risplende per la luce divina.
Tutto è luminoso e le Dee Sgualdrine non troveranno più fedeli per la loro Blasfema Guerra...”

- Cronache di Araleth il Liberatore -


Il Regno di Agriath si trova in un continente sconosciuto ed isolato situato nel Nord del mondo, collegato con la terraferma solo da una striscia di terra che sottile lo unisce ai Regni degli Uomini, ma che non può essere attraversata a cavallo o con altri mezzi di terra a causa del clima terribile che avvolge il continente.
Non esiste estate, autunno o primavera, l'unica stagione del Regno è l'inverno, ed è talmente rigida che uccide qualsiasi pianta verde, animale o essere umano non abituato al gelo.
Il continente è circondato e protetto da montagne imperiose, che custodiscono generose al loro interno miniere di argento, oro, cristallo e platino unica fonte di economia e di baratto con il resto del mondo per il Regno insieme alla potente Magia; grazie ai commerci con l'esterno regolati da leggi molto severe il Regno prospera e non esiste la piaga della povertà, dato che la schiavitù è legale e grazie ad essa la popolazione ottiene manodopera a costo zero.
Agriath è avvolto da una vegetazione simile alla tundra più rigida, anche se coperta perennemente da un leggero manto di neve morbido durante le ore del giorno e ghiacciato nelle ore della sera. Un osservatore occasionale potrebbe pensare che non esistono piante lì, ma nonostante il perenne inverno il reame presenta in tutto il suo territorio rigogliosi boschi con alberi di neve che riescono a sopravvivere anche alle terribili temperature “notturne”.
Boschi di alberi bianchi gelidi e misteriosamente “vivi” abbelliscono il regno con la loro trasparenza quando vengono attraversati dai raggi solari, fiori candidi e di ghiaccio spuntano orgogliosi dal terreno e se assaggiati hanno il sapore di un miele sconosciuto e dolce.
La neve non muore mai lì e quando cade a piccoli o grandi fiocchi su tutto il continente è sempre una festa gioiosa per i suoi abitanti che la venerano quasi quanto il Sole.
Molte forme animali vivono nel continente, orsi dal pelo candido, lupi, volpi e felini invernali che cacciano uccelli o roditori bianchi come il resto del paesaggio, durante le passeggiate nei boschi di neve alcuni dicono di aver persino visto delle farfalle di ghiaccio librarsi dalle fronde degli alberi.
Numerosi corsi d'acqua percorrono tutto il continente e vengono sfruttati sia per produrre energia cinetica, sia per la pesca di prelibati pesci dal corpo d'argento, cibo principale del reame insieme a vegetali che sembrano neve, ma che hanno un sapore fresco e particolare.
I laghi a volte ghiacciati sono attrazioni interessanti perché spesso sono dimora di uomini d'acqua che a volte si uniscono agli abitanti del regno, dando vita ad una stirpe mezzosangue, i Genasi dell'Acqua.
Il freddo non uccide la vita come molti potrebbero pensare, gli abitanti di Agriath abituati al clima rigido, crescono robusti e le malattie difficilmente riescono a debilitarli. Consci della loro forza, rispetto ai popoli provenienti dalle terre calde, si sentono orgogliosi e spesso si comportano in modo altezzoso quando si tratta di interagire con gli “esterni”.
Gli abitanti non conoscono altre razze se non la loro, sono umani dalla carnagione chiara, con occhi che vanno dal grigio alle varie tonalità di azzurro e blu e capelli bianchi, biondi oppure argentati.
Coloro che hanno per genitore un uomo acquatico presentano una carnagione diafana a volte perlacea o celeste, con capelli azzurro/blu ed occhi di ghiaccio.

Si narra che il Regno venne fondato da Araleth il Liberatore ed il suo esercito di Maghi da Battaglia secoli or sono, strappando il continente a Demoni invernali, distruggendoli e ricacciandoli nell'Abisso grazie alla Fede incrollabile nel Padre di tutti gli Dei Lord Ao e nel Dio del Sole Amaunator che ancora oggi vive nei cuori dei suoi abitanti grazie alle loro preghiere nonostante la caduta dell'Impero Netherese.
Qualunque sia la verità Agriath prospera grazie ai suoi pregiati oggetti di metalli preziosi, che vengono creati con una maestria tutta particolare dai Maghi del reame.
La Magia è venerata ed amata e chiunque accusi un mago oppure un sacerdote senza portare prove concrete della sua colpevolezza può essere giustiziato senza alcun processo.
La pena di morte è prevista per molti reati, anche minori, nessuno può permettersi errori nel Regno, che sia un semplice schiavo, oppure un nobile.
Regnano con rigida giustizia un Re ed una Regina ed è loro permesso un solo figlio maschio che erediterà il trono, ogni legame fraterno è vietato per evitare lotte di potere tra gli eredi ed il sistema che potrebbe sembrare inumano ha sempre ottenuto consensi dalla popolazione ed ha evitato le inutili guerre civili che invece ammorbano gli altri regni degli uomini.

La vera particolarità del Regno di Agriath però è il suo Sole perenne che brilla luminoso senza mai tramontare. La sera viene percepita solo grazie al cambio di temperatura che supera a volte i meno 30 gradi durante le ore “notturne”, ma il sole è sempre alto nel cielo e nonostante la freddezza rischiara tutto il continente avvolgendo perennemente con la sua luce.
Nessuno sa come Araleth il Liberatore ottenne questo straordinario dono dagli Dei, si dice che stanco delle continue lotte delle Sorelle Sgualdrine, Shar e Selûne, abbia invocato colui che le creò e tramite un grande sacrificio, ottenne per il suo popolo l'Illuminazione.
Se fosse vero questo potrebbe spiegare l'intolleranza per le due fedi che sfocia nella condanna a morte senza processo per i loro predicatori sia essi buoni o malvagi.
Per il popolo di Agriath le due Dee sono la faccia della stessa medaglia e per questo motivo odiate entrambe, gli incantesimi che creano luce lunare o oscurità sono visti come manifestazioni del male, mentre tutto ciò che è luminoso è oggetto di grande venerazione.
Dodici Torri di Cristallo sorgono nel Regno equidistanti l'una dall'altra ed avvolgono tutto il continente di Agriath, le Torri indicano il legame con il Sole e ricordano agli abitanti il grande dono ottenuto dal loro fondatore.



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