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American Gods

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  • Autore: Neil Gaiman
  • Prezzo: 9,00

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La gente crede,pensò. E' così che fanno gli uomini. Credono. E poi non si prendono la responsabilità della propria fede; evocano le cose e non si fidano delle evocazioni. popolano le tenebre di spettri, dèi, elettroni, storie. La gente immagina e crede: ed è questa la fede, questa fede solida come roccia che fa accadere le cose.

American Gods, Neil Gaiman


Mi sono avvicinata a questo libro principalmente per il suo autore, reso celebre dalla graphic novel The Sandman.
Da amante della serie, mi aspettavo qualcosa di altrettanto sognante e onirico. Da questo punto di vista non posso dire di essere stata delusa, infatti è stato proprio un brano di questo libro a ispirarmi di nuovo aristicamente parlando dopo tanto tempo.
Come da titolo il romanzo parla degli dei americani, in particolare della lotta tra quelli antichi e quelli nuovi, il tutto ambientato nell'America contemporanea.
Questa battaglia titanica investe fin troppo direttamente una persona apparentemente estranea ai fatti: Shadow, ex galeotto il quale ha appena terminato di scontare la sua pena e si ritrova a tornare verso il nulla assoluto. Senza alcuno scopo accetta quindi il lavoro di guardia del corpo propostogli da un certo Wednesday, un tipo dal carattere irascibile e a cui non piacciono molto le domande, ma sa ottenere ciò che desidera dalla gente.
Shadow - non scopriamo mai il suo vero nome in tutto il romanzo - entra in contatto con diverse personificazioni americanizzate di divinità di ogni foggia, alcune descritte in maniera alquanto accattivante, molte altre invece confusamente.
Effettivamente un primo grosso difetto di questo libro - a mio modesto parere si capisce - è il fatto che non si comprende per nulla bene l'identità della maggior parte delle divinità, o comunque la loro "americanizzazione" con tanto di abiti e cultura, li snatura fino ad alienarli.
In appendice al libro ad ogni modo c'è un indice delle divinità presenti nel libro con un paragrafetto ciascuna sulla loro provenienza e il loro ruolo nella cultura religiosa originaria.
Molto ben caratterizzate altre dinività invece come Easter, una via di mezzo tra una ninfa della Primavera che fa nascere fiori e vegetazione al suo passaggio ed una macabra divoratrice di carne di coniglio; Ibis approfondito filosoficamente attraverso i lunghi dialoghi fatti col protagonista e Horus che a differenza di altri dei non si è per niente integrato nella società americana e vive come una sorta di "ragazzo della giungla".
Gli dei antichi appaiono come una massa di persone stanche, figli generati dagli esseri umani stessi che si sono poi disinteressati di loro nel corso della Storia, spingendoli ad emigrare tutti in America, luogo dove possono ancora sopravvivere grazie alla poca Fede che ancora resta nella gente che l'abita.
Alla maniera di The Sandman i fatti che accadono nel presente sono intervallati da racconti apparentemente sconnessi ambientati nel passato, in epoche oramai dimenticate dove gli uomini credevano veramente ed adoravano questi dei al colmo del loro potere. Personalmente li ho trovati molto belli e coinvolgenti soprattutto perchè partono tutti da storie di vita di persone all'esterno insignificanti; all'interno ricche di saperi nascosti e di Fede.
Il finale anche stavolta mi ha lasciata un pò perplessa. Non si capisce praticamente nulla di che fine fanno queste divinità, si tratta di un finalone aperto quindi, forse un pò troppo.


In conclusione nonostante la lentezza dell'ingranare della storia e alcune parti non proprio chiare, è un lettura che mi sento di consigliare. Un' ultima cosa va detta e, lo confesso, lo dico con una punta d'orgoglio: la carica evocativa di questo testo è molto smorzata dalla mancanza di immagini. Non si tratterebbe di un romanzo altrimenti, su questo siamo daccordo, ma sono più che mai convinta che con qualche illustrazione mirata il tutto sarebbe stato valorizzato notevolmente.
Il libro è pieno di spunti molto interessanti anche dal punto di vista del GdR per la capacità che ha avuto l'autore di rendere moderni alcuni dei senza allontanarli troppo dal loro contesto originario -insomma un pò come facciamo noi con gli spunti di integrazione nei PnG-.
C'è molto materiale per i Master, vale la pena di darci una scorsa!


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