La Città Infernale
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- Autore: Greg Keyes
- Prezzo: 15
Essendo un estimatore di Greg Keyes (autore della bellissima quadrilogia del Regno delle Spine e delle Ossa, da me già recensito) e basandosi sull'ambientazione di Oblivion (o meglio, sull'universo degli Elder Scrolls) speravo di imbattermi in un gioiellino, o comunque in un romanzo di un certo spessore, divertente e pieno di bei personaggi.
Tutt'altro: "La Città Infernale" è confuso, lento, eccessivamente intricato in alcuni punti ed altrettanto frettolosamente risolto in altri.
Per chi fosse un giocatore accanito di Oblivion (come me) la storia si svolge una quarantina di anni dopo gli eventi narrati nel videogioco, con la chiusura dei cancelli di Oblivion ed il sacrificio dell'Imperatore Martin Septim per fermare i Daedra. I luoghi sono quelli noti ai giocatori: Leyawiin, Anvil, Bravil, la Città Imperiale, il fiume Niben, le Strade colorate e così via. Anche le razze sono presenti e rispettate: ci sono khajit (felinidi) argoniani (umanoidi anfibi rettiloidi), mer (divisi in dunmer, elfi oscuri, e highmer, elfi alti), guardie rosse (negroidi) breton ed imperiali (caucasici).
Nel romanzo, l'improvvisa comparsa di un'isola volante, Umbriel, sconvolge la vita dell'avventuriera Annaig, una Breton che vive presso la Palude Nera insieme all'amico Argoniano Mere-Glim.
La città volante, sulla cui sommità e negli anfratti interni è costruita una vera e propria città formicaio, è infatti foriera di distruzione ovunque passi, dato che per muoversi e galleggiare nell'aria ha bisogno dell'essenza vitale, ovvero delle anime dei vivi.
Annaig e Mere-Glim sfuggono alla distruzione della loro città, Lilmoth, e all'assorbimento dell'essenza vitale degli abitanti grazie alle capacità della ragazza, che è in grado, come nel videogioco, di creare pozioni alchemiche che danno poteri incredibili per un breve lasso di tempo. Annaig crea infatti una pozione per "volare", ed insieme all'amico fluttua fino ad Umbriel, dove viene immediatamente catturata dagli abitanti.
Annaig accetta la cosa di buon grado, poichè è convinta in questo modo di poter raccogliere il maggior numero di informazioni possibile su Umbriel da poter poi inviare al leggendario Principe Attrebus, figlio del nuovo Imperatore e rinomato per le sue gesta.
Inviare informazioni sembra fin troppo facile, grazie ad un magico amuleto, o meglio ad un uccellino meccanico collegato all'amuleto stesso, che è in grado di travare infallibilmente una persona e di fungere da collegamento vocale e visivo, un vero e proprio "telefonino" fantasy.
L'uccellino meccanico (che si chiama Coo) trova il Principe Attrebus, che come ogni eroe che si rispetti, appena viene a conoscenza di una bella fanciulla in pericolo si organizza, contro il volere del padre, per una spedizione contro Umbriel. Purtroppo per Attrebus veniamo ben presto a sapere che la sua fama è in gran parte usurpata, costruita ad arte dai suoi cortigiani per farlo apparire epico ed eroico, quando in realtà è inesperto, goffo e un tantinello viziato.
Appena partito col suo seguito di "eroici" compagni in direzione dell'incombente Umbriel, viene facilmente attirato in una trappola: Attrebus vede in pochi attimi disintegrate tutte le sue certezze, dato che i suoi cavalieri e compagni d'arme vengono rapidamente massacrati, e le sue capacità di spadaccino ridicolizzate dai suoi rapitori, che lo sopraffanno facilmente. Attrebus si salva grazie all'intervento di Sul, un Dunmer assetato di vendetta contro i Daedra, alla ricerca della spada di Umbra (chi ha giocato Oblivion sa di cosa parlo).
Attrebus si troverà quindi a dover trasformare in realtà la sua fama, che per quanto fittizia ed esagerata è la sua unica vera arma.
Nel frattempo Annaig e Mere-Glim faranno conoscenza con la vita di Umbriel, i cui piani inferiori sono dominati da cucine in lotta per il potere (sembra di raccontare la trama del reality "Hell's Kitchen"). Le cucine infatti traggono lustro dalle capacità di preparare piatti fantasiosi ed invitanti per i signori e dominatori di Umbriel, capricciosi e crudeli come i Daedra. Essendo Annaig abile nel preparare intrugli e pozioni, nonchè avendo un aspetto avvenente, Annaig diverrà oggetto del contendere fra le cucine, che finiranno per farsi la guerra per assicurarsi i suoi servigi....
Questa, a somma capi, la trama del primo romanzo: ne dovrebbe uscire il seguito e la conclusione, ma francamente non mi sento di consigliarne l'acquisto e la lettura. Prima di tutto, 15 euro per una brossura di appena 300 pagine mi sembrano un furto vero e proprio. In più, la qualità della traduzione è piuttosto bassa (basti pensare che il personaggio di Umbra, che chi ha giocato Oblivion sa essere una donna, è stato trasformato in un uomo), rendendo il testo piuttosto confuso e poco scorrevole.
Le situazioni ed i colpi di scena sono poi risolti frettolosamente, come se Keyes avesse svolto questo lavoro senza passione e solo perchè prezzolato: i personaggi mancano infatti di spessore e caratterizzazione, e non c'è un "cattivo" carismatico e di spessore che aiuti ad appassionarsi alla storia.
Il consiglio che vi do è: continuate a giocare Oblivion, che è mooolto più divertente. Risparmierete 15 euro e soprattutto, molto del vostro prezioso tempo.