Racconto scritto da
Evanderiel
pubblicato il 25/05/2010
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Questa è la versione "estesa" del racconto inviato per il Sextus Hibernus Agon. Non avendo alcun limite di spazio, sono state e saranno aggiunte anche nei capitoli successivi informazioni, spiegazioni e sottotrame che non sono riuscito ad inserire nel racconto originale.
Il Tempio si stagliava solitario sul colle innevato, interrotto nel suo biancore solo occasionalmente dalla macchia scura di qualche albero o arbusto che lasciava cadere a terra neve troppo pesante per essere sostenuta dai rami più giovani. La notte era limpida, il manto candido del paesaggio raso argenteo sotto i raggi delle due lune, e il silenzio del Sogno della Vita era assoluto.
Fu per quel motivo che Iaeiros si sorprese nel sentire un suono prolungato, una sorta di vibrazione nell’aria che sembrava invitarlo ad uscire dalla sua cella: era difficile chiamarla musica, ma indubbiamente vi era un’armonia che risuonava per i corridoi deserti del santuario, a volte sfuggente e misteriosa, ma inequivocabilmente triste. La cosa più strana, tuttavia, era il fatto che nessun altro era ancora uscito dalla propria cella per capire cosa fosse… nella vita noiosa di un novizio del Sogno, anche questa poteva essere una distrazione ed era raro che persino il sommo sacerdote non ne approfittasse.
Curioso avanzò fino alla sala del trono senza osare entrare. Tutti sapevano che Lord Ceimon non necessitava di dormire, né di mangiare, e tranne qualche rara occasione che richiedeva la presenza di un sacerdote, dopo il tramonto il Signore del Cambiamento rimaneva solo nel grande salone e nessuno sapeva cosa facesse per tutta la notte fino al mattino successivo: se ne uscisse mentre gli altri dormivano, o se sedesse sul suo trono di pietra a elaborare pensieri trascendenti quelli dei mortali.
L’armonia vibrava nella mente del novizio come se venisse trasmessa dalle stesse pietre dell’arco al quale era appoggiato. Fece un profondo respiro e mosse un timido passo sugli elaborati intarsi di pietra del salone, rimpiangendo istantaneamente di non aver indossato qualcosa di più pesante: Lord Ceimon non era solito accendere i camini delle stanze che frequentava abitualmente, anzi, spesso ne apriva anche le finestre, così che la temperatura era molto più bassa dei quartieri privati dei suoi ... continua »


La Settima Torre - Ver 1.6.4 - Aggiornamenti
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